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Kitsch
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Il sostantivo di origine mwdatedesca mwdqmwdgKitsch (/ˈkɪt͡ʃ/) (mweascarto, probabilmente derivato dal termine dialettale bavarese mweqkitschen, mwegintrugliare)cite-ref-1[1] indica in maniera dispregiativa lo stile di oggetti presumibilmente artistici, ma che in realtà sono di cattivo gusto, in quanto troppo sentimentali, banali e artificiosi, oppure di basso valore culturale, mwfwcommerciali e con accostamenti gratuitamente eccentrici ed eccessivamente mwganaïf.cite-ref-2[2]cite-ref-3[3]cite-ref-4[4] L'uso deliberato, consapevole e sofisticato del kitsch è detto mwjqcamp.

Contents

Note

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Caratteristiche

Il kitsch è spesso associato a tipi di mwmqarte sentimentale, sdolcinata e mediocre; il termine può comunque essere utilizzato per descrivere un oggetto artistico che presenta una qualsiasi mancanza: una delle caratteristiche di questo tipo di arte consiste, infatti, nel tendere ad essere una imitazione sentimentale superficiale.Si sottolinea spesso la mancanza, negli oggetti chiamati kitsch, del senso di mwmgcreatività ed originalità propri dell'autentica arte. Una definizione generica adottata nell'mwmwarchitettura e nel mwnadesign indica come kitsch "mwnqqualsiasi oggetto la cui forma non derivi dalla funzione".

In realtà l'evoluzione del termine è stata ampia e, sebbene ancora oggi conservi quel significato, connotazioni meno "superficiali" sono state attribuite ad esso. Ne deriva che artisti o artigiani possono deliberatamente ricorrere al kitsch come forma di espressione. Prodotti contemporanei caratterizzati nelle intenzioni o negli esiti da risultati esteticamente ambigui vengono spesso definiti mwpatrash.

Le origini del mwpgkitsch moderno possono essere identificate con la nascita della mwpwcultura di massa e dell'mwqaarte commerciale a metà del XIX secolo, insieme alle derivazioni banalizzate e massificate dell'mwqqArt Nouveau (o mwqgstile Liberty), dell'mwqwestetismo o della mwrapittura vittoriana più popolare.

Avant-Garde and Kitsch di Clement Greenberg

mwtqClement Greenberg nel mwtg1939 scrisse e pubblicò un saggio intitolato mwtwmwuaAvant-garde and kitsch dove definisce i movimenti di mwuqavanguardia e mwugmodernismo come i migliori mezzi per resistere alla cultura del mwuwconsumismo e quindi della produzione kitsch. Greenberg sostiene che lo sviluppo delle avanguardie artistiche non sia avvenuto per motivi diversi da quelli di difesa degli standard mwvaestetici: motivazioni che rendono palese l'opposizione di tali tendenze artistiche rispetto a quel fenomeno culturale tipico dell'mwvqOccidente di quegli anni e che rispondeva alla definizione di mwvgpopolare, commerciale, illustrativo, basso, un fenomeno che l'autore definisce come kitsch.

Nella letteratura

Partendo dall'analisi di Clement Greenberg, si possono trarre delle conclusioni più generalizzate sul concetto di kitsch, che bene si adattano ai discorsi successivi. I testi di carattere kitsch sono immediatamente comprensibili e ciò rende la loro fruizione aperta a tutti. La narratività estremizzata e banale delle opere del kitsch impedisce un differente livello di interpretazione, magari più elevato: i concetti descritti non nascondono nulla, si esauriscono in sé stessi e anche un'analisi approfondita non ne ritroverebbe di più profondi. In questo modo sono cancellate tutte le ambiguità, lasciando spazio solamente a un'espressione diretta e chiara di un concetto comunque spesso semplice e per nulla articolato. Il messaggio è veicolato dal produttore all'osservatore senza possibilità alcuna di errore o di fraintendimento; colui che "crea" un testo kitsch inserisce già nell'atto di produzione anche l'interpretazione finale, lo scopo ultimo del messaggio stesso. Il kitsch porta quindi con sé una connotazione fortemente sentimentale. mwwqMilan Kundera a questo proposito scrive:

«Nel regno del Kitsch impera la dittatura del cuore. I sentimenti suscitati dal Kitsch devono essere, ovviamente, tali da poter essere condivisi da una grande quantità di persone. Per questo il Kitsch non può dipendere da una situazione insolita, ma è collegato invece alle immagini fondamentali che le persone hanno inculcate nella memoria.

…un mondo dove la merda è negata e dove tutti si comportano come se non esistesse. Questo ideale estetico si chiama Kitsch. […] Il Kitsch elimina dal proprio campo visivo tutto ciò che nell'esistenza umana è essenzialmente inaccettabile.cite-ref-5[5

L'interpretazione non solo non trova nelle "opere" altro significato da quello subito visibile, ma non vi trova nemmeno la necessità di essere espressa. E ancora, non soltanto il significato è quello che appare, ma si compie un passo ulteriore, che consiste nell'annientamento del bisogno di uno sguardo critico.

Anche le liriche di mwaaGuido Gozzano sono descrittive ironicamente di un certo ambiente piccolo borghese in cui abbondano oggetti kitsch («le buone cose di pessimo gusto»): si veda la descrizione del salotto mwaqliberty della villa di famiglia mwagIl Meleto di mwawAgliè, all'inizio de mwbaL'amica di nonna Speranza.cite-ref-6[6]

«

Loreto

impagliato

e il busto d'

Alfieri

, di

Napoleone

, / i fiori in cornice, (le buone cose di pessimo gusto!)

il caminetto un po' tetro, le scatole senza confetti, / i frutti di marmo protetti dalle campane di vetro,

un qualche raro balocco, gli scrigni fatti di valve, / gli oggetti col mònito, salve, ricordo, le noci di cocco,

Venezia ritratta a musaici, gli acquerelli un po’ scialbi, / le stampe, i cofani, gli albi dipinti d’anemoni arcaici,

le tele di

Massimo d'Azeglio

, le miniature, / dagherottipi: figure sognanti in perplessità,

il gran lampadario vetusto che pende a mezzo il salone / e immilla nel quarzo le buone cose di pessimo gusto,

il cùcu dell'ore che canta, le sedie parate a damasco...»

Ne mwcwLa signorina Felicita, il poeta descrive tale tipologia di oggetti e altri di scarsa utilità o in stato di abbandono con ironia e affetto, definendoli "ciarpame reietto, così caro alla mia Musa".

Galleria d'immagini

Note

cite-note-11. mwmamwmqmwmgKitsch, Vocabolario Treccani dei sinonimi e contrari, su mwmwtreccani.it. mwnaURL consultato il 2 maggio 2024.
cite-note-22. citereftreccani-kitschmwoamwoqKitsch, in mwogTreccani.it – mwowVocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
cite-note-33. mwpwmwqamwqqKitsch, su mwqgdizionari.corriere.it. mwqwURL consultato il 18 luglio 2019 mwra(archiviato dall'mwrqurl originale il 26 dicembre 2015).
cite-note-44. mwsqDutton, Denis, mwsgmwswKitsch, in mwtaOxford Art Online, Oxford University Press, 2003. mwtqURL consultato il 22 ottobre 2021.
cite-note-66. mwwamwwqmwwgGuido Gozzano: L'amica di Nonna Speranza, su mwwwguidogozzano.martinosanna.de mwxa(archiviato dall'mwxqurl originale il 14 agosto 2012).

Bibliografia

• mwyq(EN) Clement Greenberg, Avant Garde and Kitsch, 1939. URL consultato il 24 dicembre 2005 (archiviato dall'url originale il 13 ottobre 2007).
• mwywGillo Dorfles, Il Kitsch. Antologia del cattivo gusto, Milano, Mazzotta, 2000 [1972], ISBN 978-88-202-0983-4.
• mwzqAbraham Moles e Alessandro Mendini (saggio introduttivo), Il kitsch: l'arte della felicità, Roma, Officina Edizioni, 1979, SBN PAL0004736.
• citerefkunderaMilan Kundera, L'insostenibile leggerezza dell'essere, traduzione di Antonio Barbato, Milano, Adelphi, 1989, ISBN 88-459-0686-8.

Voci correlate

• mw1aCamp (arte)
• mw2aLowbrow
• mw3aMiddlebrow

Altri progetti

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• Wikiquote
• Wikizionario
• Wikimedia Commons

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• Wikizionario contiene il lemma di dizionario «Kitsch»
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sul Kitsch

Collegamenti esterni

• citereftreccani-itKitsch, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• mw5qLidia Zitara, Il Kitsch in giardino: dal principio all'effetto, su compagniadelgiardinaggio.it, 20 aprile 2011. URL consultato il 5 agosto 2017 (archiviato dall'url originale il 24 aprile 2016).